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Laboratorio narrativo

Un ambiente virtuale come laboratorio di riflessione sulla scrittura e come ambiente interattivo per ideare testi di qualunque tipo: testi letterari, scalette progettuali di un evento, strutturazioni di idee, ipotesi di classificazione... Abbiamo "smontato" alcuni brani scritti dai partecipanti per confrontare gli sviluppi ideativi a partire da alcune parole chiave selezionate dal gruppo in base alla fase precedente del Laboratorio che aveva compreso anche letture di testi classici. Abbiamo rivelato la strutturazione ideativa di un ipertesto in rete: una rubrica tratta dal sito Superdante.it del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali - UCBL. Questa è la traccia del lavoro effettuato in Biblioteca, ma è anche qualcosa di piu': un suggerimento a continuare producendo mappe diverse su progetti diversi lanciando la pratica della scrittura creativa a chiunque, in rete, sia interessato alla cooperazione.

Il mondo delle parole

Ci sono modi diversi di accostarsi ad una pagina scritta, frutto di un lavoro di tipo creativo con obiettivi, piu' o meno espliciti, di letterarietà. Saper scrivere si basa anche su un saper leggere: i testi altrui, che funzionano come memoria attiva e interattiva delle nostre idee, e i propri testi, che stanno lì ad indicarci le modalità inventive e di sviluppo che siamo stati in grado - piu' o meno consapevolmente - di attuare. Un ambiente virtuale - come quello qui presentato - è un laboratorio aperto che consente di visualizzare queste modalità inventive scomponendo i testi nelle parole-idee che li hanno generati; scoprendo nel confronto associazioni impensabili o appena appena avvertite; consentendo nella "visualizzazione grafica" una presa di consapevolezza ludica che affina la Critica, trasforma la scrittura in un gioco di combinazioni e montaggi ed apre strade diverse anche alla lettura, non piu' costretta nella gabbia della sequenzialità e della linearità. Abbiamo iniziato così: prendendo i testi scritti dai diversi autori come un materiale da smontare per scoprire le modalità inventive di ciascuno osando, nel paragone con altri testi, di avere qualcosa da dire sulle modalità inventive in generale. E nel fare - pratica nobilissima - abbiamo teorizzato cosa possa alla fine significare usare un ambiente virtuale per: - scrivere un testo e un ipertesto - progettare una mostra on line e off line -classificare un argomento, un tema, un libro e il mondo -lavorare insieme. Formarsi per poter diventare attori di una formazione piu' consapevole dell'uso/abuso delle nuove tecnologie in Biblioteca, dove SCRIVERE/LEGGERE sono le attività finali di un mondo ben piu' complesso di comportamenti e di funzioni.

La scrittura a mappe

I percorsi


La Scrittura Creativa collegata ad un ambiente virtuale produce sicuramente un oggetto preferenziale: l'ipertesto. Tra il pensiero associativo (non lineare, alogico, emotivo, multisensoriale) e l'ipertestualità esiste un'affinità profonda. Con ipertestualità s'intende un processo di generazione ed una modalità di fruizione di un Testo/Discorso. L'ipertesto elettronico è solo una forma concreta di attualizzazione di tale processo. Il meccanismo stesso della creatività, basato sul pensiero associativo, è ipertestuale: procede per aggiunzioni, sottrazioni, inversioni, scomposizioni, montaggi. Costruisce sull'ordine, presuntuosamente naturale, delle cose e del mondo un ordine d'invenzione diverso, "altro" che enfatizza la coincidenza e l'analogia.

Costruire la rotta



Esiste una direzionalità in un pensiero associativo rappresentabile come una Mappa di nodi? O meglio, è possibile intuire la forza direzionale delle idee/nodi che si associano? Sì, la forza direzionale è rappresentata dal tipo di relazioni (link) che possono collegare i Nodi, ed è una forza che assicura un Ordine interno al Discorso-Testo. La Mappa consente di collegare i nodi con qualsivoglia relazione attribuendo a ciascuna una proprietà del tipo: "inclusione" (un nodo-tema fa parte di un altro nodo-tema); "somiglianza" (un nodo-tema è simile a un altro nodo-tema) e così via. La "linearità" ("questo prima e questo dopo"), alla quale siamo abituati nell'atto di lettura tradizionale, è un tipo di Ordine che governa, invece, la curva drammatica (inizio, apice, scioglimento) dell'operazione narrativa e che viene usata per generare un forte impatto emotivo nel racconto: suspense con effetto ritardante o accelerante, digressione temporale... Parliamo, qui, di Ordine espositivo. La Mappa, con tutta la rete di relazioni tra i nodi, può aiutarci a disegnare l'orologio della narrazione fornendoci la possibilità visiva di scegliere diverse porte di accesso:è semplice, basta collegare un nodo ad un altro nodo: - l'inizio del testo può coincidere con l'inizio della storia (narrazione cronologica, naturale, progressiva con forte tensione verso "il finale") - l'inizio del testo può coincidere con il momento di crisi (del personaggio, dell'evento= forte impatto che può produrre una narrazione "a ritroso" per capire le ragioni o una narrazione "progressiva" per illustrare le conseguenze) - l'inizio del testo può coincidere con lo scioglimento finale e, dunque, tutta la narrazione è un racconto delle origini. Basta spostare gli "elastici" tra i nodi e progettare, ipotizzare il nostro testo.

Una mappa per capire come si inventa



Una lettura di Kafka ha prodotto la scelta di alcune parole chiave: "vestiti, pieghe, polvere, viso, ragazze, alto, specchio, finestra, festa, primavera..." Si comincia a scrivere partendo da questo mondo di parole: il lessico di un altro preso in prestito come accensione di un percorso inventivo. Ciascuno immagina, a partire da una o piu' parole, un mondo narrativo. Trovata l'accensione, si sviluppa il racconto e le parole diventano protagoniste costruendo intorno al loro centro di gravità una forza narrativa che isola una parola come il Tema principale e utilizza quelle di contorno come temi di appoggio. Una Mappa trasforma il lessico di un testo narrativo in una serie di nodi correlati consentendo, nella rilettura, di comprendere il meccanismo di costruzione. Nel racconto preso in esame nel Laboratorio, "La Gallina", la scomposizione per nodi tematici rivela che lo stimolo delle parole-chiave, fornito inizialmente dal tutor: "vestiti, primavera, vento, polvere, festa", ha generato uno spettro autonomo di significati creando un percorso narrativo originale fondato sul ricorso "inconsapevole" (forse) di alcune procedure:

  1. l'accoppiamento di parole-temi che generano dipendenze tra di loro: -vestiti-colori-terra
  2. l'uso "negativo" della parola-tema: - sono ad una festa MA non sono vestita a festa
  3. la comparazione tra due soggetti narrativi attraverso la "somiglianza" dei loro "attributi": -l'io narrante (il rosso dei vestiti)e la gallina (il sangue non sparso) che veicola il messaggio implicito comune:"siamo ad una festa ma non vi apparteniamo"
  4. la costruzione di una vera curva drammatica in cui al momento comune di "crisi": - l'io narrante: "lacrime -come- trucco sciolto"- "non m'importa sono nera = è notte" segue lo scioglimento della tensione attraverso il parallelismo "per contrasto" tra i soggetti:- "una gallina illuminata dai fari ci attraversa la strada polverosa e buia e guardandola così impaurita e starnazzante mi viene da sorridere"

(contributo di Sandra Giuliani)

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